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novità del 14.02.2019 - riscatto laurea, intramoenia, regime forfettario, IMU, fattura elettronica

Obbligo di trasmissione in vigore dall'1.7.2019 - Novità del DL 119/2018 (chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate a Telefisco 2019)

L'art. 2 co. 1 del DLgs. 127/2015, come risultante dalle modifiche apportate dall'art. 17 del DL 119/2018, stabilisce l'entrata in vigore dell'obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi a decorrere:
- dall'1.7.2019, per i commercianti al minuto il cui volume d'affari è superiore a 400.000 euro;
- dall'1.1.2020, per i commercianti al minuto il cui volume d'affari è pari o inferiore a 400.000 euro.
L'Agenzia delle Entrate, nel corso di Telefisco 2019, ha affermato che, considerati i predetti obblighi e il contestuale obbligo generalizzato di fatturazione elettronica in vigore dell'1.1.2019, successivamente all'1.1.2020 per i commercianti al minuto soggetti agli obblighi di certificazione dei corrispettivi non saranno possibili forme di documentazione diverse dalla fattura elettronica stessa.

Attività intramoenia - Applicabilità del regime (interrogazione parlamentare 31.1.2019 n. 5-01345)

Il regime forfetario è precluso ai soggetti che esercitano l'attività autonoma prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro (art. 1 co. 57 lett. d-bis) della L. 190/2014).
Con la risposta all'interrogazione parlamentare 31.1.2019 n. 5-01345, il MEF ha chiarito che il regime non può trovare applicazione nei confronti dei medici ospedalieri che svolgono prestazioni intramoenia, in considerazione del fatto che i compensi percepiti in relazione a tale attività costituiscono redditi assimilati ai redditi di lavoro dipendente, ai sensi dell'art. 50 co. 1 lett. e) del TUIR, come tali esclusi dal regime forfetario. Pertanto, i medici per i quali è integrata la causa ostativa devono fuoriuscire dal regime agevolato dal 2019, qualora lo avessero applicato nei periodi precedenti in forza della versione della disposizione previgente.

Asili nido - Contributo asili nido o per altre forme di supporto - Presentazione delle domande (circ. INPS 31.1.2019 n. 14)

L'INPS, con la circ. 31.1.2019 n. 14, ha diffuso le modalità di presentazione della domanda, per l'anno 2019, per accedere al "buono nido", un contributo massimo di 1.500,00 euro (art. 1 co. 488 della L. 145/2018), erogato in favore delle famiglie con bambini nati o adottati a partire dall'1.1.2016, utilizzabile alternativamente:
- per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (c.d. "bonus asilo nido");
- a fini assistenziali, in caso di bambini fino a tre anni affetti da gravi patologie croniche, al fine di favorire l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione (c.d. "contributo per forme di assistenza").
La domanda può essere presentata dal 28.1.2019 al 31.1.2019, specificando a quale dei due benefici si intende accedere, e l'erogazione del contributo avviene:
- mensilmente, per un rateo massimo di 136,37 euro (1.500,00 euro parametrato a 11 mensilità), in caso si tratti di bonus asilo nido;
- in un'unica soluzione, nel caso in cui il beneficio sia richiesto sotto forma di contributo per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione.

Deducibilità parziale dell'IMU dall'IRPEF e dall'IRES - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019)

L'art. 1 co. 12 della L. 145/2018 ha elevato dal 20% al 40% la percentuale di deducibilità dell'IMU assolta sugli immobili strumentali (per natura e per destinazione) dal periodo di imposta 2019; la nuova misura si applica anche all'IMI e all'IMIS. Resta ferma l'indeducibilità ai fini dell'IRAP.
La deducibilità dal reddito d'impresa compete a condizione che l'IMU sia stata effettivamente corrisposta (circ. Agenzia delle Entrate 10/2014, risposta 8.2).
Ad esempio, l'IMU 2018, stanziata nel Conto economico dell'esercizio 2018, è deducibile nella precedente misura del 20% nel modello REDDITI 2019, se il tributo è stato effettivamente corrisposto nel corso del 2018 (acconto e saldo).
Qualora invece l'IMU 2018 non sia stata pagata, in tutto o in parte, nel corso del 2018, ma corrisposta (in tutto o in parte) nel 2019, la deducibilità del tributo versato nel 2019, sempre nella precedente misura del 20%, opera nel modello REDDITI 2020.
La nuova misura pari al 40% opererà nel modello REDDITI 2020, se l'IMU 2019 sarà stanziata ed effettivamente corrisposta nel corrente anno.
Per i lavoratori autonomi la deducibilità avviene per "cassa".

Soggetti in regime forfetario ex L. 190/2014 - Obbligo di comunicazione - Profili critici

I soggetti in regime forfetario non sono tenuti ad emettere fattura elettronica per effetto dell'esonero di cui all'art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015.
In ragione del rinvio che il successivo art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015 opera nei confronti del predetto art. 1 co. 3, i forfetari dovrebbero ritenersi esclusi anche dall'obbligo di effettuare la comunicazione delle operazioni transfrontaliere (c.d. "esterometro"). In questo senso si è espressa circ. Assonime 13.12.2018 n. 26. In favore dell'esonero si era pronunciata anche la circ. Agenzia delle Entrate n. 1/2017 con riferimento al previgente obbligo di comunicazione dei dati delle fatture (cd. "spesometro").
Una diversa lettura delle norme potrebbe, invece, portare a concludere che, per i soggetti in questione, l'esonero sia stato previsto dal legislatore esclusivamente per gli obblighi di cui all'art. 1 co. 3 (fattura elettronica) e che non possa ritenersi replicato per gli obblighi di cui all'art. 1 co. 3-bis (comunicazione transfrontaliera).

Riscatto agevolato degli anni di laurea per gli infraquarantacinquenni - Novità del DL 4/2019

L'art. 20 co. 6 del DL 4/2019 introduce la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, i periodi corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario, a seguito dei quali siano stati conseguiti i diplomi previsti dall'art. 1 della L. 341/90, con un onere ridotto sino al compimento del 45° anno di età.
Il riscatto agevolato può però essere chiesto solo per i periodi da valutare col sistema di calcolo contributivo ed essere esercitato soltanto presso le gestioni previdenziali amministrate dall'INPS. Inoltre, i periodi da riscattare non devono risultare già coperti da contribuzione accreditata presso una di queste gestioni.
Per chi presenta la domanda nel 2019, l'onere si determina:
- calcolando il 33% (aliquota IVS vigente attualmente presso il fondo pensione lavoratori dipendenti) di 15.878,00 (minimale di reddito vigente nel 2019 presso le gestioni degli artigiani e dei commercianti);
- moltiplicando il risultato per il numero di anni del corso di studi di laurea da riscattare.
Per quanto riguarda le modalità di versamento e la possibilità di dedurre ai fini fiscali, l'Autrice osserva che, non essendo specificato diversamente dal DL 4/2019, l'onere dovrebbe essere versato in un'unica soluzione, o in un massimo di 120 rate, e dovrebbe essere interamente deducibile dal reddito imponibile ai fini fiscali.
Il riscatto agevolato è utile sia ai fini del diritto alla pensione, che ai fini della misura del trattamento, nei limiti della contribuzione ridotta versata.

Divieto di fatturazione elettronica per i dati da trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria - Novità del DL 135/2018 convertito

Il DL 135/2018 (conv. L. 11.2.2019 n. 12, pubblicata sulla G.U. 12.2.2019 n. 36) estende, per l'anno 2019, il divieto di fatturazione elettronica a tutte le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche.
Già con l'art. 10-bis del DL 119/2018 è stato previsto, per il 2019, il divieto di emissione della fattura elettronica da parte dei soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, relativamente alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema medesimo.
Ora, l'art. 9-bis co. 2 del DL 135/2018, inserito in sede di conversione in legge, prevede il divieto di fatturazione elettronica anche per i soggetti non tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative a prestazioni sanitarie rese nei confronti di persone fisiche.
Come evidenziato dagli Autori, dunque, la disciplina in tema di fatturazione per le prestazioni sanitarie si allinea alle prescrizioni del Garante privacy contenute nel provv. 20.12.2018

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novità del 04.02.2019 - terzo settore, rimborso spese parcheggio,

Enti del Terzo settore - Aiuti ricevuti dalle PA - Obblighi informativi per la trasparenza

Ai sensi dell'art. 1 co. 125 e ss. della L. 124/2017, associazioni, fondazioni e ONLUS che nell'anno 2018 abbiano ricevuto da soggetti pubblici qualsiasi tipo di vantaggio economico, per un importo pari o superiore a 10.000,00 euro, sono tenute a pubblicare le relative informazioni sul proprio sito Internet o portale digitale entro il 28.2.2019. 
Le cooperative sociali sono, altresì, tenute, qualora svolgano attività a favore degli stranieri di cui al DLgs. 286/98, a pubblicare trimestralmente l'elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attività di integrazione, assistenza e protezione sociale.
L'Autore rileva criticamente come la nuova disposizione non sia coordinata con i nuovi obblighi derivanti dal Codice del Terzo settore. Inoltre, in assenza di soglie espresse, l'obbligo riguarderebbe tutti gli enti indicati dalla norma, ivi inclusi quelli dotati di minori risorse per i quali l'adempimento potrebbe comportare un notevole appesantimento procedurale.

Rimborso delle spese di parcheggio (consulenza giuridica Agenzia delle Entrate 31.1.2019 n. 5)

L'Agenzia delle Entrate, con la consulenza giuridica 31.1.2019 n. 5, ha fornito chiarimenti in merito al rimborso delle spese di parcheggio sostenute dai dipendenti in trasferte fuori dal Comune in cui si trova la sede di lavoro (art. 51 co. 5 del TUIR).
In particolare, è stato chiarito che il rimborso al dipendente delle spese di parcheggio, configurandosi quale rimborso di spese diverse da quelle di viaggio, trasporto, vitto ed alloggio:
- è assoggettabile interamente a tassazione laddove il datore di lavoro abbia adottato i sistemi del rimborso forfettario e misto;
- rientra tra le "altre spese" (ulteriori rispetto a quelle di viaggio, trasporto, vitto e alloggio) escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente fino all'importo massimo di 15,49 euro giornalieri (elevato a 25,82 euro per le trasferte all'estero) nei casi di rimborso analitico.

Regime sanzionatorio (chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate a Telefisco 2019)

L'Agenzia delle Entrate, nel corso di Telefisco 2019, ha chiarito che la riduzione della sanzione prevista nell'ipotesi in cui la fattura elettronica sia trasmessa entro il termine per la liquidazione periodica successiva a quella di riferimento non si applica in relazione all'eventuale tardivo versamento dell'imposta dovuta.
In sostanza, nell'ipotesi in cui un'operazione sia effettuata da un soggetto passivo IVA "mensile" il 21.2.2019 e il documento venga trasmesso al Sistema di Interscambio il 13.4.2019, ovvero oltre il termine per la liquidazione periodica di febbraio, ma entro quella successiva, la disposizione agevolativa di cui all'art. 10 del DL 119/2018 si applica esclusivamente sulle sanzioni relative alla tardiva emissione del documento di cui all'art. 6 del DLgs. 471/97.
Se, dunque, il soggetto passivo, oltre a trasmettere in ritardo la e-fattura, versasse l'imposta entro il 16.4.2019, anziché entro il termine, corretto, del 18.3.2019 (essendo il 16 e il 17 festivi), sarebbe passibile della sanzione per omesso versamento, salvo, eventualmente, ricorrere al ravvedimento operoso ex art. 13 del dLgs. 472/97.

Cessione di carburanti - Indicazione della targa del veicolo in fattura - Dato facoltativo (chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate a Telefisco 2019)

Con una risposta fornita in occasione di Telefisco 2019, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che, nell'ambito delle fatture elettroniche emesse per le cessioni di carburanti nei confronti di soggetti passivi IVA, non è obbligatoria l'indicazione della targa del veicolo per il quale viene effettuato il rifornimento. Tale informazione potrà comunque essere riportata, in via facoltativa, nel campo "Altri Dati Gestionali" della fattura.
Si conferma, inoltre, che la deducibilità del costo e la detraibilità dell'IVA relativa all'acquisto dei carburanti sono subordinate sia al possesso della fattura elettronica, sia all'utilizzo di mezzi di pagamento tracciabili.
Con un'altra risposta, è stato chiarito che, in caso di rifornimenti effettuati al di fuori dall'orario di servizio dei distributori di carburante, senza che sia possibile ottenere nell'immediato l'emissione della fattura elettronica, il cessionario sarà tenuto a conservare le ricevute di pagamento.
Infine, con riguardo alle fatture emesse con applicazione del reverse charge, il cessionario o committente può conservare in via elettronica l'integrazione del documento, inviando al Sistema di Interscambio un'autofattura con codice TD01. In tal caso, però, secondo quanto evidenziato dall'Autore, sul Sistema di Interscambio potrebbe realizzarsi una duplicazione dell'operazione, in quanto l'autofattura emessa dal cessionario o committente avrebbe la stessa natura del documento emesso dal fornitore.

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novità del 01.02.2019, autoveicoli strumentali, terzo settore, riqualificazione energetica, finanziamento soci, contributi investimenti tecnologici, tessera sanitaria,

Autoveicoli utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria d'impresa - Criteri di individuazione

Sono integralmente deducibili le spese e gli altri componenti negativi relativi ai "veicoli destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa" (art. 164 co. 1 lett. a) n. 1) del TUIR).
Secondo l'Agenzia delle Entrate, rientrano in tale nozione i veicoli senza i quali l'attività stessa non può essere esercitata. Si tratta, ad esempio, di:
- autovetture per le imprese che effettuano noleggi ovvero attività di scuola guida;
- aeromobili da turismo utilizzati dalle scuole per l'addestramento al volo;
- imbarcazioni da diporto utilizzate dalle scuole per l'addestramento alla navigazione.
Sono invece esclusi i veicoli che hanno solo un collegamento con l'attività d'impresa, quali:
- autovetture utilizzate da un'impresa commerciale allo scopo di visitare i propri clienti;
- automezzi utilizzati dagli alberghi per il servizio navetta;
- auto utilizzate per lo spostamento del personale per posa in opera e manutenzione dei beni venduti.

Riforma del Terzo settore - Abrogazione delle ONLUS - Effetti sull'applicazione del regime di esenzione IVA

La disciplina ai fini IVA di alcune prestazioni di servizi erogate da soggetti che attualmente hanno la qualifica di ONLUS varierà con la piena operatività del Codice del Terzo settore (condizionata all'autorizzazione UE e all'operatività del RUNTS).
Avendo riguardo alla fornitura delle prestazioni a carattere socio-assistenziale erogate nell'ambito dell'attività istituzionale dell'ente, l'esenzione da imposta non sarà più la regola, ma dipenderà dalla natura, commerciale o meno, dell'ente erogatore del servizio.
In particolare, il trattamento ai fini IVA di tali prestazioni di servizi sarà il seguente:
- esenzione, per le prestazioni erogate dalle ex ONLUS di natura non commerciale e dagli enti del Terzo settore diversi dalle società, anch'essi di natura non commerciale, che adeguano i propri statuti e rivestono una veste giuridica non societaria;
- imponibilità con aliquota al 5%, per le prestazioni erogate dalle cooperative sociali (art. 1 Tabella A parte II-bis allegata al DPR 633/72);
- imponibilità con aliquota ordinaria (22%), per le prestazioni erogate dalle imprese sociali costituite in forma societaria, dalle cooperative non sociali e dagli enti dl Terzo settore di natura commerciale.

Detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica - Cessione della detrazione - Soggetti "incapienti" - Esclusione dei forfetari

Per le spese sostenute dall'1.1.2018, le detrazioni IRPEF/IRES spettanti per gli interventi di riqualificazione energetica possono essere cedute da tutti i soggetti, sia che siano stati eseguti sulle parti comuni condominiali, sia sulle singole unità immobiliari.
Soltanto i soggetti c.d. "incapienti", però, possono cedere la detrazione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari; sono considerati tali coloro che nell'anno precedente a quello di sostenimento delle spese si trovavano nelle condizioni di cui all'art. 11 co. 2 e all'art. 13 co. 1 lett. a) e co. 5 lett. a) del TUIR.
Le persone fisiche esercenti un'attività d'impresa o arti o professioni e che aderiscono al regime fiscale agevolato per autonomi (c.d. "regime forfetario") ai sensi dell'art. 1 co. 54-89 della L. 190/2014, quindi, non rientrano, per il semplice fatto di non avere un reddito assoggettato ad IRPEF, nella definizione di soggetti "incapienti"; il reddito tassato con l'imposta sostitutiva, infatti, non concorre alla determinazione del reddito complessivo.

Finanziamento soci - Differenza rispetto ai versamenti in conto capitale (Cass. 24.1.2019 n. 1951)

La Corte di Cassazione, nella sentenza 24.1.2019 n. 1951, ha affermato che configura scrittura privata avente contenuto patrimoniale la delibera assembleare con cui il socio amministratore proponeva l'effettuazione di un finanziamento infruttifero da parte dei soci a favore della società, atteso che la delibera recava la firma di entrambi i soci e che ad essa aveva fatto seguito il versamento delle somme indicate dai soci.
Il finanziamento soci, in quanto redatto per scrittura privata, era soggetto a registrazione in termine fisso con applicazione dell'imposta di registro del 3% a norma dell'art. 9 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/86.

Finanziamento e contributi per l'acquisto di impianti, macchinari e investimenti "tecnologici" (c.d. "Nuova Sabatini") - Riapertura dello sportello per la presentazione delle istanze

Con il decreto direttoriale 28.1.2019 n. 1338, in corso di pubblicazione in G.U., il Ministero dello Sviluppo economico ha disposto la riapertura, a partire dal 7.2.2019, dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per i beni strumentali di cui alla "Nuova Sabatini".
L'art. 1 co. 200 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha infatti stanziato nuove risorse finanziarie per 480 milioni di euro.
A fronte del nuovo stanziamento, con il decreto 28.1.2019 n. 1337, sono state inoltre accolte le prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili.

Soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria - Divieto di fatturazione elettronica - Prestazioni sanitarie e accessorie (FAQ Agenzia delle Entrate 29.1.2019)

Il divieto di emissione di fattura elettronica, per il periodo d'imposta 2019, disposto dall'art. 10-bis del DL 119/2018, in capo ai soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria con riferimento alle fatture i cui dati "sono da inviare" a detto Sistema, opera anche nel caso in cui il documento contenga sia spese sanitarie che altre voci di spesa.
Con una serie di FAQ pubblicate il 29.1.2019 sul proprio sito, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che, per le operazioni in commento, non possono essere emesse fatture elettroniche. Trattandosi di un divieto esplicito, i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria continuano, quindi, ad emettere le fatture in formato cartaceo. L'esclusione vige anche nell'ipotesi in cui tali dati non vengano trasmessi per l'opposizione da parte dell'interessato.

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novità del 25.01.2019, fatturazione elettronica, rivalutazione beni, forfettari, credito imposta formazione,

Obbligo di fatturazione elettronica - Sistema di Interscambio - Monitoraggio delle fatture

Nell'ambito del processo di fatturazione elettronica disciplinato dal provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018, i meccanismi di funzionamento del Sistema di Interscambio impongono agli operatori di monitorare periodicamente i flussi di fatturazione attivi e passivi, al fine di:
- intercettare le fatture elettroniche che il SdI non è riuscito a consegnare e che, pertanto, sono messe a disposizione nell'area riservata del cessionario o committente;
- controllare se sul SdI siano state trasmesse fatture che non risultano emesse dall'operatore, ovvero se siano state ricevute fatture per beni o servizi mai acquistati.
In particolare, l'invio di fatture attive mai emesse può derivare dall'inserimento, da parte di un terzo, di una partita IVA errata in fase di generazione e invio del documento, ovvero da un comportamento fraudolento. Infatti, il SdI non effettua controlli circa la riconducibilità del soggetto emittente al soggetto trasmittente.
In caso di frodi, l'Autore suggerisce di "stornare" la fattura emessa e di effettuare tempestiva comunicazione all'Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza.

Obbligo di fatturazione elettronica - Pagamento dell'imposta di bollo - Profili critici

A seguito delle modifiche apportate all'art. 6 co. 2 del DM 17.6.2014 dal DM 28.12.2018, l'imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse a partire dall'1.1.2019 deve essere versata entro il 20 del mese successivo a ciascun trimestre solare.
L'ammontare dell'imposta da versare verrà comunicato al soggetto passivo nella propria area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.
A parere degli Autori, almeno in una prima fase, il calcolo dell'imposta avverrà mediante procedure automatizzate, tenendo conto dei dati presenti nel campo "Dati bollo" della fattura elettronica e, plausibilmente, non verrà eseguita alcuna verifica sulla correttezza di questi ultimi mediante l'incrocio con le informazioni relative alla "natura" dell'operazione.
Viene altresì osservato che, ai fini del calcolo dell'ammontare dell'imposta di bollo dovuta dovrebbero essere considerate anche le fatture elettroniche relative a operazioni con soggetti esteri, qualora inviate al Sistema di Interscambio.
Infine, nell'ipotesi di mancato versamento dell'imposta di bollo, l'unico responsabile dovrebbe essere l'emittente della fattura, senza possibilità di chiamare in causa il destinatario della stessa, come previsto, in via generale, dall'art. 22 del DPR 642/72. Si osserva, tuttavia, che tale disposizione non è stata modificata a seguito dell'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

Rivalutazione dei beni d'impresa - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) - Calcoli di convenienza

La rivalutazione dei beni d'impresa perfezionata al 31.12.2018 ai sensi dell'art. 1 co. 940 e ss. della L. 145/2018 presenta limitati benefici in ambito tributario, anche tenendo conto del periodo di "moratoria" triennale degli effetti.
Tuttavia, essa potrebbe essere utilizzata, ad esempio:
- al fine di migliorare la dotazione patrimoniale delle società, con un intervento che può consentire di evitare eventuali interventi di ricapitalizzazione (a condizione che la situazione di squilibrio patrimoniale non sia strutturale);
- per migliorare il rating bancario delle società e il conseguente costo del debito in termini di interessi passivi.

Innalzamento della soglia di ricavi/compensi a 65.000,00 euro - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) - Spettanza degli oneri deducibili e detraibili

A decorrere dall'anno 2019, l'accesso al "nuovo" regime fiscale agevolato per autonomi (c.d. "regime forfetario") di cui all'art. 1 co. 54-89 della L. 23.12.2014 n. 190, da ultimo modificato dalla L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), è condizionato al rispetto del solo limite, ragguagliabile ad anno, relativo ai ricavi e ai compensi dell'anno precedente di 65.000,00 euro, per tutte le attività.
Nell'ipotesi in cui, oltre al reddito d'impresa o di lavoro autonomo per il quale si aderisce al regime forfetario (assoggettato all'imposta sostitutiva dell'IRPEF, delle addizionali regionale e comunale e dell'IRAP pari al 15%), non vi siano altri redditi assoggettati a IRPEF, le uniche spese che possono essere dedotte dal reddito imponibile sono i contributi previdenziali versati in ottemperanza a norme di legge.
Ove non vi siano altri redditi rispetto a quelli "forfetari", le deduzioni e detrazioni IRPEF si perdono con riguardo all'anno di applicazione del regime agevolato.

Credito d'imposta per la formazione 4.0 - Professionisti - Esclusione (comunicato stampa ADC e ANC 23.1.2019)

Con comunicato stampa ADC e ANC 23.1.2019, è stato evidenziato che i professionisti non possono fruire del credito d'imposta per la formazione 4.0 (art. 1 co. 46-56 della L. 205/2017 e DM 4.5.2018, prorogato con modifiche dall'art. 1 co. 78-81 della L. 145/2018).
In particolare, viene sottolineata l'anomalia di aver ammesso i professionisti ai finanziamenti per macchinari 4.0 e non anche all'agevolazione per la formazione, finendo così per "penalizzare arbitrariamente una categoria di lavoratori", che "ancora una volta devono sostenere in prima persona i costi relativi all'aggiornamento professionale proprio e del loro team".

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novità del 21.01.2019 - fatturazione elettronica,

Obbligo di fatturazione elettronica - Fattura con scontrino (risposta interpello Agenzia delle Entrate 16.1.2019 n. 7)

La fattura richiesta dal cliente, nel commercio al dettaglio, deve necessariamente essere emessa in formato elettronico, dallo scorso 1.1.2019, a meno che il soggetto emittente non ricada in una delle condizioni di esonero previste dall'art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015. Tale principio trova conferma nella risposta interpello Agenzia delle Entrate 16.1.2019 n. 7.
In forza di quanto disposto dall'art. 22 del DPR 633/72, i soggetti che svolgono attività di commercio al minuto o assimilate non sono tenuti all'emissione della fattura, a meno che questa non sia "richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione". Il rilascio della ricevuta o dello scontrino consente, infatti, di adempiere all'obbligo di certificazione dei corrispettivi. Tali documenti risultano essere idonei ai fini dell'eventuale emissione della fattura differita di cui all'art. 21 co. 4 terzo periodo del DPR 633/72.
L'Agenzia ricorda che, poiché la fattura ha natura "sostitutiva" dello scontrino o della ricevuta fiscale, il rilascio di tali documenti è escluso "solo nell'ipotesi in cui per la stessa operazione venga rilasciata la fattura ordinaria contestualmente alla consegna del bene o all'ultimazione della prestazione".
Nel caso in cui la fattura elettronica sia preceduta da scontrino o ricevuta, all'interno del file andrà compilato il blocco informativo "Altri Dati Gestionali" con le necessarie informazioni relative al documento precedentemente emesso

Obbligo di fatturazione elettronica - Data da indicare nella fattura elettronica - Fatturazione differita (risposte Agenzia delle Entrate 15.1.2019)

Come ricordato dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito del Videoforum del 15.1.2019, fino al 30.6.2019 le regole di emissione delle fatture di cui all'art. 21 del DPR 633/72 non subiscono modifiche.
Pertanto, per il primo semestre 2019, in caso di fatturazione "immediata", il campo "Data" della fattura elettronica deve essere compilato con la data di effettuazione dell'operazione, mentre la fattura si intende emessa nel momento in cui viene trasmessa al Sistema di Interscambio.
A partire dall'1.7.2019, invece, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall'effettuazione della cessione di beni o della prestazione di servizi (art. 11 del DL 119/2018). In tal caso, occorrerà indicare sul documento sia la data di effettuazione dell'operazione, sia la data di emissione della fattura.
Diversamente, nell'ipotesi di fatturazione differita, anche successivamente al 30.6.2019, la data da indicare sulla fattura è quella di emissione (ossia di invio al SdI), in quanto, all'interno della fattura stessa, il momento di effettuazione delle operazioni riepilogate si evince dai dati dei documenti di trasporto ivi riportati.

Obbligo di fatturazione elettronica - Registrazione dell'indirizzo telematico (risposte Agenzia delle Entrate Videoforum CNDCEC 15.1.2019)

Per ridurre i rischi di mancata ricezione della fattura elettronica, è possibile aderire al servizio di registrazione dell'indirizzo telematico sul portale "Fatture e Corrispettivi".
Una volta avuto accesso all'interfaccia web, il soggetto passivo potrà indicare il codice destinatario o l'indirizzo di posta elettronica certificata cui desidera che le fatture gli vengano recapitate.
Come riportato nelle specifiche tecniche allegate al provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018, la "scelta effettuata attraverso la funzione di registrazione verrà considerata dal SdI come prioritaria nella consegna della fattura".
Il Sistema, verificato il numero di partita IVA del cessionario/committente, lo assocerà automaticamente all'indirizzo telematico registrato, recapitando la fattura elettronica al destinatario.
Ci sono, tuttavia, delle situazioni in cui non è possibile aderire al servizio di registrazione. È il caso, ad esempio, di quei soggetti che esercitano attività articolate in più punti di consegna (si pensi ai supermarket) e che intendono disporre di più indirizzi telematici.
L'Agenzia delle Entrate ha ricordato, in occasione del Videoforum organizzato dal CNDCEC il 15.1.2019, che è consentito, in tale circostanza, disporre di più canali, ma non sarà possibile effettuare la registrazione.

Dettagli

novità del 16.01.2019 - colf e badanti, fatturazione elettronica, cedolare secca immobili commerciali, bonus cultura, diritto camerale

Obbligo di fatturazione elettronica - Copia di cortesia - Valenza ai fini fiscali

Ai sensi dell'art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, l'obbligo di fatturazione elettronica si applica anche alle operazioni effettuate nei confronti di privati consumatori.
In tale caso, il cedente o prestatore emette la fattura elettronica indicando il codice fiscale del cessionario o committente privato e consegna a quest'ultimo una copia analogica o elettronica della fattura (c.d. "copia di cortesia").
Nell'ambito delle risposte alle FAQ pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, viene precisato che, ai fini del controllo documentale di cui all'art. 36-ter del DPR 600/73, occorre fare riferimento ai contenuti della copia analogica rilasciata al privato consumatore, con la conseguenza che, in caso di discordanza nei contenuti rispetto alla fattura elettronica, e fatta salva la prova contraria, saranno ritenuti validi, anche ai fini tributari, quelli della fattura elettronica.
L'Autore, inoltre, osserva che l'eventuale copia cartacea rilasciata a cessionari o committenti soggetti passivi IVA non è valida ai fini della registrazione, né ai fini della detrazione dell'IVA o della deduzione dei costi. In tal caso, infatti, occorre fare riferimento esclusivamente alla fattura elettronica ricevuta in formato XML.

Obbligo di fatturazione elettronica (comunicato Assosoftware 14.1.2019)

Con un comunicato stampa diramato il 14.1.2018, AssoSoftware ha preso posizione su alcuni dubbi interpretativi che sono stati posti all'attenzione dell'Agenzia delle Entrate, al fine di fornire un supporto agli operatori in relazione alla predisposizione delle fatture elettroniche.
Un primo chiarimento ha riguardato le novità apportate dal DL 119/2018 e, in particolare, la circostanza che, avvalendosi della possibilità di trasmettere il documento entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica IVA di riferimento (art. 10), potessero sorgere dubbi in ordine alla data da indicare all'interno del file.
In tal caso AssoSoftware ritiene che, con riferimento alle fatture immediate, la data di emissione, presente all'interno del documento, debba coincidere con la data di effettuazione dell'operazione.
Quanto alla procedura di "reverse charge interno", AssoSoftware ritiene che possa essere considerata corretta la "semplice registrazione contabile del documento integrato", evidenziando nei registri IVA l'avvenuta integrazione e portando in conservazione esclusivamente il documento d'acquisto ricevuto.
L'Associazione ha, infine, consigliato agli operatori sanitari che emettono fatture "miste", contenenti sia dati da inviare al Sistema "TS" (che attualmente non devono essere fatturate in formato elettronico), sia prestazioni di tipo differente, di procedere con la fatturazione separata di tali spese.

Obbligo di fatturazione elettronica (risposte Agenzia delle Entrate Videoforum CNDCEC 15.1.2018)

Nel corso del Videoforum del 15.1.2018 organizzato dal CNDCEC, l'Agenzia delle Entrate ha fornito risposta alle principali domande poste dai dottori commercialisti in merito agli obblighi di fatturazione elettronica decorrenti dall'1.1.2019.
Tra le risposte, si segnala che:
- i soggetti in regime forfetario o in regime di vantaggio possono conservare analogicamente i documenti ricevuti anche laddove avessero ricevuto la fattura elettronica via PEC, ad esempio perché il fornitore ne ha reperito l'indirizzo nel registro pubblico INI-PEC;
- le autofatture emesse per operazioni di autoconsumo, per omaggi o per l'estrazione dei beni dal deposito IVA devono essere trasmesse al Sistema di Interscambio con l'indicazione del codice "TD1" (e non del codice "TD20", utilizzabile per le sole autofatture da regolarizzazione ex art. 6 co. 8 del DLgs. 471/97);
- le fatture attive in formato XML, per il primo semestre 2019, recano come "data del documento" quella del momento di effettuazione dell'operazione (art. 6 del DPR 633/72);
- le fatture attive emesse uno degli ultimi giorni del mese di dicembre 2018 possono essere trasmesse al Sistema di Interscambio nei primi giorni del mese di gennaio 2019, senza che per questo siano applicate sanzioni (circ. Agenzia delle Entrate 13/2018).

Cedolare secca sugli immobili commerciali - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) - Aggiornamento dei modelli di registrazione

L'art. 1 co. 59 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) ha esteso l'applicazione della cedolare secca ad alcune locazioni di immobili commerciali, se stipulate nel 2019.
In particolare, è stato previsto che l'imposta sostitutiva possa trovare applicazione anche ai contratti di locazione:
- relativi a negozi in categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) ed alle relative pertinenze;
- di superficie fino a 600 metri quadrati (senza includere nel computo le pertinenze);
- stipulati nel 2019 (ma l'imposta sostitutiva dovrebbe trovare applicazione per tutta la durata contrattuale, secondo le indicazioni desumibili dalla Relazione illustrativa);
- tra soggetti che il 15.10.2018 non avevano già in essere un contratto per lo stesso immobile, poi interrotto in anticipo.
Alla modifica, però, non hanno ancora fatto seguito gli indispensabili adeguamenti dei modelli di registrazione. Per questo motivo, sul sito dell'Agenzia è stato segnalato che, per il momento, la registrazione di tali contratti può avvenire solo recandosi presso gli Uffici.
Infine, gli Autori rilevano che la "nuova" cedolare trova applicazione a prescindere dalla natura del conduttore, che può agire nell'esercizio dell'impresa.

BONUS CULTURA 18ENNI

Il Decreto “Milleproroghe” 2018 ha riproposto l’assegnazione del bonus, pari a € 500, a favore dei soggetti che compiono 18 anni nel 2018, utilizzabile per fini “culturali”.

Con la recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’apposito DPCM sono state definite le modalità attuative dell’agevolazione in esame.

In particolare:

− al fine di poter fruire del bonus, i soggetti beneficiari devono registrarsi sulla piattaforma informatica dedicata (www.18app.italia.it) dal 7.1 al 30.6.2019 e possono utilizzare lo stesso fino al 31.12.2019;

− a favore dei soggetti presso cui è possibile utilizzare il suddetto bonus è riconosciuto un credito di pari importo “incassabile” tramite l’emissione di una fattura elettronica.

Diritto camerale annuale - Importi dovuti per il 2019 (circ. Min. Sviluppo economico 21.12.2018 n. 432856)

La circ. MISE 21.12.2018 n. 432856 conferma per il 2019 l'applicazione delle medesime misure del diritto camerale annuale già operative lo scorso anno, determinate applicando agli importi fissati dal DM 21.4.2011 la riduzione del 50% disposta dall'art. 28 co. 1 del DL 24.6.2014 n. 90.
Per i soggetti iscritti nella sezione speciale del Registro delle imprese, il diritto è dovuto secondo quanto di seguito riportato:
- società semplici non agricole: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
- società semplici agricole: 50,00 euro (unità locale 10,00 euro);
- società tra avvocati ex DLgs. 96/2001: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
- imprese individuali (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti, imprenditori agricoli): 44,00 euro (unità locale 8,80 euro).
Relativamente alle imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro, le misure sono le seguenti:
- imprese individuali: 100,00 euro (unità locale 20,00 euro);
- tutte le altre imprese: importi variabili in relazione all'aliquota applicabile per lo scaglione di fatturato relativo al 2018, da un minimo di 100,00 euro ad un massimo di 20.000,00 euro (unità locale 20% di quanto dovuto per la sede principale con un massimo di 100,00 euro).
Tali valori possono essere incrementati fino al 20% per le Camere di Commercio autorizzate con i DM 22.5.2017 e 2.3.2018.

Colf e badanti - Approvazione delle nuove tabelle retributive

In data 15.1.2019 la Fidaldo (Federazione nazionale dei datori di lavoro domestico) ha sottoscritto le nuove tabelle retributive per colf e badanti.
Gli incrementi mensili sono così determinati:
- 7,00 euro per i domestici conviventi con il livello più basso e 15,00 euro per l'inquadramento più alto;
- 8,97 euro per le colf;
- 9,61 euro per le baby sitter che assistono bambini sopra i 3 anni;
- 10,89 euro per le badanti.
Le tabelle riguardanti i contributi da versare all'INPS saranno aggiornate prossimamente.

Dettagli

novità del 08.01.2019 - forfettario, cooperative sociali, 730/2019 novità, fatturazione elettronica, reddito di cittadinanza

Innalzamento della soglia di ricavi/compensi a 65.000,00 euro - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019)

La nuova causa di esclusione dal regime forfetario ex L. 190/2014 connessa al possesso di partecipazioni è stata riformulata dalla L. 145/2018. Non possono utilizzare il regime per l'attività d'impresa o di lavoro autonomo i soggetti che, contemporaneamente all'attività:
- possiedono una partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari (art. 5 del TUIR);
- oppure controllano, direttamente o indirettamente, srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni.
Rispetto alla versione previgente della disposizione, è stato aggiunto in modo esplicito il riferimento alle imprese familiari, nonché alle srl non in regime di trasparenza e alle associazioni in partecipazione.
La causa di esclusione va riferita al momento di applicazione del regime (ad esempio, il 2019) e non all'anno antecedente l'ingresso nel medesimo. A tal proposito, sarebbe opportuno che venisse ammesso l'utilizzo del regime anche nel caso in cui la partecipazione sia dismessa entro il termine del periodo d'imposta 2019 in cui si applica il riformato regime di favore, ma il punto deve trovare ancora una conferma ufficiale.

Cooperative sociali e imprese sociali - Deposito del bilancio sociale e adeguamento degli statuti (circ. Min. Sviluppo economico 2.1.2019 n. 3711/C)

Con la circ. 2.1.2019 n. 3711/C, il Ministero dello Sviluppo economico chiarisce alcuni aspetti in merito all'iscrizione delle imprese sociali e delle cooperative sociali nella Sezione speciale del Registro delle imprese.
Tra i chiarimenti più significativi, si segnalano i seguenti:
- né la disciplina previgente (DLgs. 155/2006 e DM 24.1.2008) né quella attuale (DLgs. 112/2017) impongono il deposito del bilancio sociale o del documento rappresentativo della situazione patrimoniale ed economica dell'impresa come requisito per il riconoscimento della qualifica di impresa sociale (pertanto, non risulterebbe appropriata la procedura utilizzata da alcuni Uffici che, alle imprese sociali "neocostituite", ai fini dell'iscrizione nella Sezione speciale, richiedono il deposito del bilancio di esercizio e del bilancio sociale);
- le cooperative sociali e i relativi consorzi non sono tenuti (salvo scelta volontaria) al deposito del bilancio sociale, fino all'adozione delle linee guida di cui all'art. 9 co. 2 del DLgs. 112/2017 (detto deposito resta obbligatorio, invece, per le cooperative sociali "iscritte d'ufficio", nel caso in cui già fossero assoggettate a tale adempimento sulla scorta di eventuali disposizioni regionali);
- gli adeguamenti statutari che dovranno realizzare le imprese sociali entro il prossimo 20.1.2019 (art. 17 co. 3 del DLgs. 112/2017) richiedono l'intervento del notaio.

Novità del modello 730/2019

Fra le principali novità contenute nella bozza del modello 730/2019, resa disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, si segnala:
- l'incremento, dal 2018, delle soglie reddituali previste per poter beneficiare del bonus di 80,00 euro al mese in busta paga;
- la detrazione IRPEF, nella misura del 19%, delle spese sostenute per l'acquisto degli abbonamenti al servizio di trasporto pubblico e di quelle in favore dei soggetti con disturbo specifico dell'apprendimento (DSA);
- le proroghe delle detrazioni spettanti per gli interventi volti al recupero edilizio degli edifici, per le misure antisismiche, per gli interventi di riqualificazione energetica e del c.d. "bonus mobili";
- l'introduzione del c.d. "bonus verde";
- l'introduzione della detrazione IRPEF nella misura del 30% per le erogazioni liberali in denaro o in natura a favore delle ONLUS e delle APS (35% qualora l'erogazione liberale sia a favore di ODV);
- la detrazione dall'imposta lorda nella misura del 19% in relazione ai contributi associativi versati dai soci alle società di mutuo soccorso, che spetta fino ad un importo degli stessi non superiore a 1.300,00 euro.
Detrazione IRPEF per gli interventi di recupero edilizio e detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica - Proroga - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019)

I co. 67 e 68 dell'art. 1 della L. 145/2018 hanno prorogato alle spese sostenute fino al 31.12.2019:
- la detrazione IRPEF di cui all'art. 16-bis del TUIR, attualmente nella misura del 50%, prevista per gli interventi volti al recupero edilizio;
- la detrazione IRPEF del 50% di cui all'art. 16 co. 2 del DL 63/2013 (c.d. "bonus mobili");
- la detrazione IRPEF/IRES del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all'art. 1 co. 344-347 della L. 296/2006 (l'aliquota, tuttavia, è ridotta al 50% per l'acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione o dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili);
- la detrazione IRPEF del 36% per gli interventi di "sistemazione a verde".

Innalzamento della soglia di ricavi/compensi a 65.000,00 euro - Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019)

La legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) semplifica, dal 2019, i requisiti per l'accesso al regime forfetario, ex L. 190/2014, prevedendo il solo requisito relativo al possesso di ricavi e compensi non superiori, nell'anno precedente, a 65.000,00 euro (art. 1 co. 54 della L. 190/2014). Sono, invece, rimosse le soglie connesse al sostenimento di spese per lavoro dipendente e per beni strumentali, le quali, quindi, non devono più essere computate ai fini dell'accesso e della permanenza nel regime dall'1.1.2019.
Riguardo alle cause di esclusione dal regime forfetario, la legge di bilancio 2019 interviene su quelle connesse al possesso di partecipazioni e allo svolgimento, contestuale o antecedente, di lavoro dipendente, confermando le restanti.
L'accesso al riformato regime forfetario non comporta l'esecuzione di particolari comunicazioni. Tuttavia, nelle fatture emesse dal 2019 non deve essere addebitata l'IVA e va riportata l'annotazione di esclusione dall'imposta per l'utilizzo del regime di favore. L'eventuale applicazione dell'IVA, invece, potrebbe essere intesa come rinuncia al regime forfetario.

Obbligo di fatturazione elettronica - Emissione tardiva delle fatture elettroniche senza sanzioni entro la prima liquidazione IVA - Novità del DL 119/2018 convertito - Effetti ai fini della detrazione IVA in capo al cessionario o committente

A fronte dell'emissione di fattura elettronica da parte del cedente o prestatore, ai fini dell'esercizio del diritto alla detrazione IVA da parte del cessionario o committente è essenziale che questi sia in possesso di una valida fattura di acquisto (circ. Agenzia delle Entrate 17.1.2018 n. 1).
Può accadere che il cedente o prestatore, avvalendosi della disapplicazione delle sanzioni concessa dall'art. 1 co. 6 del DLgs. 127/2015, emetta la fattura elettronica successivamente al momento di effettuazione dell'operazione, ma entro i termini per la liquidazione periodica dell'imposta. In tale circostanza, l'esercizio del diritto alla detrazione in capo al cessionario o committente potrebbe divergere significativamente rispetto al momento di effettuazione dell'operazione. 
Ad esempio, se il prestatore emette in data 13.5.2019, senza sanzioni, la e-fattura riferita ad una prestazione di servizi che si considera eseguita l'8.1.2019, il committente eserciterà il diritto alla detrazione successivamente al 13.5.2019, a partire dalla data nella quale la fattura elettronica gli è recapitata da parte del Sistema di Interscambio.

Obbligo di fatturazione elettronica - Pagamento dell'imposta di bollo (DM 28.12.2018)

Il DM 28.12.2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 7.1.2019 n. 5, modificando l'art. 6 del DM 17.6.2014, ha stabilito le nuove modalità per l'assolvimento dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Il versamento dell'imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare dovrà essere effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo a detto trimestre. L'ammontare dell'imposta dovuta sarà comunicato dall'Agenzia delle Entrate all'interno dell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" e verrà determinato sulla base dei dati contenuti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio.
Il pagamento potrà essere effettuato mediante un apposito servizio, presente sul medesimo portale, con addebito su conto corrente bancario o postale, o utilizzando il modello F24 predisposto dall'Agenzia delle Entrate.

Reddito e Pensione di cittadinanza - Bozza di decreto attuativo

Secondo quanto indicato nella bozza di decreto attuativo di prossima approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, la misura del Reddito di cittadinanza (RDC) diventerà effettivamente operativa a partire dal mese di aprile 2019.
Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 65 anni, la misura in questione prenderà la denominazione di Pensione di cittadinanza.
Il beneficio in argomento potrà essere concesso in presenza di determinati requisiti e condizioni (tra le varie, un valore ISEE inferiore a 9.360,00 euro), decorrerà dal mese successivo a quello della richiesta per un periodo non superiore ai 18 mesi e potrà essere rinnovato.
Il RDC si compone di una componente di integrazione del reddito familiare fino alla soglia di 6.000,00 euro annui (da moltiplicarsi per il corrispondente parametro di un'apposita scala di equivalenza), nonché di una somma integrativa per i nuclei familiari che risiedono in abitazioni in locazione, pari all'ammontare del relativo canone annuo, fino a un massimo di 3.360,00 euro annui.
Tale ultima integrazione potrà essere anche concessa nella misura della rata mensile del mutuo, e fino a un massimo di 1.800,00 euro annui, ai nuclei familiari residenti in abitazioni di proprietà per il cui acquisto (o costruzione) sia stato contratto un mutuo da parte dei componenti.

Novità della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019)

Tra le novità previste dalla L. 145/2018 (legge di bilancio 2019) e dal DL 119/2018 (decreto fiscale) rientrano le misure a sostegno della genitorialità. Tra le più importanti si segnalano:
- la proroga del bonus bebè anche per il 2019, con un aumento del 20% in caso di nascita o adozione del secondo figlio in poi;
- un aumento dell'importo del c.d. "buono asili nido", che passa da 1.000,00 a 1.500,00 euro per il triennio 2019-2021, mentre, a decorrere dal 2022, l'ammontare sarà determinato in misura comunque non inferiore a 1.000,00 euro;
- l'introduzione della facoltà, per la lavoratrice dipendente in gravidanza, di "slittare", dietro consenso medico, la fruizione del congedo obbligatorio di maternità esclusivamente dopo il parto e comunque entro i cinque mesi successivi allo stesso;
- la proroga, per il 2019, del congedo del padre lavoratore, sia facoltativo che obbligatorio, nonchè l'aumento di quest'ultimo da 4 a 5 giorni;
- l'introduzione di un sistema di priorità riguardo l'accoglimento, da parte dei datori di lavoro, delle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità e dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità.

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novità del 02.01.2019 - fatturazione elettronica, rottamazione ruoli, spese scuole estere, rientro lavoratori, libretti al portatore, premi di produttività

Obbligo di fatturazione elettronica - Pagamento dell'imposta di bollo - Modalità (comunicato stampa Agenzia delle Entrate 28.12.2018)

L'assolvimento dell'imposta di bollo nel caso di emissione di fattura elettronica, obbligatoria, dal 1.1.2019 (salvo alcune eccezioni), per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere dai soggetti passivi residenti o stabiliti nel territorio dello Stato nei confronti di altri soggetti passivi d'imposta o di privati consumatori, avviene con le particolari modalità individuate dall'art. 6 del DM 17.6.2014.
Con un comunicato stampa diffuso il 28.12.2018, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha dato atto della firma, da parte del titolare del dicastero, Giovanni Tria, di un decreto atto a semplificare l'adempimento.
Sulla base dei dati ricavati dalle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio l'Agenzia delle Entrate avrà la possibilità di conoscere l'importo dell'imposta dovuta da ciascun soggetto passivo, e di comunicarlo all'interessato al termine di ciascun trimestre.
Con il decreto firmato il 28.12.2018 viene prevista l'istituzione di un apposito servizio che consentirà agli interessati di pagare l'imposta con addebito su conto corrente bancario o postale, o attraverso l'utilizzo un modello F24 che verrà predisposto dalla stessa Agenzia.

Obbligo di fatturazione elettronica - Decorrenza

Dall'1.1.2019 è entrata in vigore la fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate tra soggetti residenti e stabiliti. Alcuni soggetti saranno esonerati dall'adempimento. A minimi e forfetari, già originariamente esclusi, sono state aggiunte le ASD e gli altri soggetti che hanno esercitato l'opzione per il regime di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91 che hanno conseguito proventi superiori a 65.000 euro dall'esercizio di attività commerciali nel periodo d'imposta precedente. Per effetto della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018), che ha modificato il DL 119/2018, non possono, inoltre, emettere e-fattura i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle sole fatture i cui dati sono da inviare a detto Sistema.
Le regole che disciplinano la fatturazione elettronica sono contenute nel provv. 89757/2018, recentemente aggiornato con le modifiche apportate dal provvedimento 524526/2018. Chiarimenti sono contenuti nelle circolari 8/2018 e 13/2018, nonché in una serie di FAQ, pubblicate dall'Agenzia nel proprio sito.
Sulla spinta delle novità in tema di fatturazione elettronica, il DL 119/2018 ha introdotto modifiche significative anche al DPR 633/72. Tra queste, la possibilità di emettere le fatture entro 10 giorni dal momento di effettuazione dell'operazione (a decorrere dall'1.7.2019) e la facoltà di registrare le fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.

Operazioni in contanti legate al turismo - Aumento del limite massimo di utilizzo del denaro contante a 15.000 euro

In forza dell'art. 1 co. 245 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), a partire dall'1.1.2019 gli stranieri tornano a poter fare acquisti in contanti in Italia nei limiti non più dei 10.000 ma dei 15.000 euro ex art. 3 co. 1 del DL 16/2012 convertito.
L'Autore sottolinea come, tale circostanza, in applicazione del principio del "favor rei", di cui all'art. 69 del DLgs. 231/2007, cosi come modificato dal DLgs. 90/2017, non renderà punibili eventuali violazioni della norma (non assoggettate a decreto sanzionatorio definitivo) per importi compresi fra i 10.000 e i 15.000 euro commesse fra il 4.7.2017 e il 31.12.2018.
La ricordata disposizione della legge di bilancio 2019, inoltre, estende la deroga, che fino al 31 dicembre dello scorso anno era consentita esclusivamente ai soggetti extracomunitari, anche ai residenti dei Paesi UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Gran Bretagna [che, a seguito della Brexit, sta trattando per l'uscita dall'Ue], Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Repubblica d'Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia) e dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).

Rilascio a seguito della domanda di rottamazione dei ruoli - Annullamento automatico dei ruoli 2000-2010 sino a 1.000,00 euro

Secondo quanto indicato all'art. 3 co. 10 lett. f-bis) del DL 119/2018, a seguito della presentazione della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata (art. 3 del DL 119/2018) si applica l'art. 54 del DL 50/2017, ai fini del rilascio del DURC.
Inoltre, la regolarità contributiva può essere attestata solo se i soggetti interessati sono in regola al 7.12.2018 con il pagamento delle rate scadute nei mesi di luglio, settembre ed ottobre 2018.
Come evidenziato dall'autore, risulta poi interessante la disciplina relativa ai soggetti nei cui confronti risultano singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010 fino a 1.000 euro, oggetto di annullamento automatico ai sensi dell'art. 4 del DL 119/2018.
Per quanto concerne l'INAIL, le competenti sedi territoriali attesteranno la regolarità per i soggetti nei cui confronti risultano singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010 con debiti di importo residuo, alla data del 24.10.2018, fino a 1.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.
A tal fine, l'INAIL verificherà all'interno del codice ditta che il totale degli importi residui per ogni cartella di pagamento interessata non sia superiore a 1.000 euro, tenendone evidenza per raffrontarla con gli elenchi che saranno comunicati dall'Agente della Riscossione ai fini del discarico.

Spese per la frequenza di scuole all’estero - Non spettanza della detrazione IRPEF (risposta interpello Agenzia delle Entrate 28.12.2018 n. 158)

Con la risposta a interpello 28.12.2018 n. 158, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione IRPEF del 19% delle spese per la frequenza delle scuole dell'infanzia, del primo ciclo di istruzione e secondarie di secondo grado, di cui all'art. 15 co. 1 lett. e-bis) del TUIR, non spetta se la scuola è ubicata all'estero, in quanto l'agevolazione è applicabile solo se la scuola appartiene al "sistema nazionale di istruzione".
Sono invece detraibili, ai sensi dell'art. 15 co. 1 lett. e) del TUIR, le spese relative alla frequenza all'estero di corsi di istruzione universitaria.

Detrazioni in tema di risparmio energetico - Corretta compilazione della comunicazione inviata all'ENEA (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 28.12.2018 n. 163)

Nella risposta ad interpello 163/2018, l'Agenzia delle Entrate ha precisato che per poter fruire della detrazione IRPEF/IRES spettante in relazione agli interventi volti alla riqualificazione energetica deve essere trasmessa la comunicazione all'ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori (art. 4 co. 1-bis del DM 19.2.2007).
Nel caso siano stati indicati erroneamente i dati catastali, a fronte del corretto riporto dell'ubicazione dell'immobile, l'agevolazione spetta comunque.
Anche se nella comunicazione i dati identificativi dell'immobile e l'indicazione della sua ubicazione devono essere entrambi esposti, gli stessi possono essere ritenuti dati alternativi.

Rientro in Italia di lavoratori residenti all'estero - Regime degli impatriati - Periodo minimo di residenza fiscale all’estero prima del rientro (risposte interpello Agenzia delle Entrate 27.12.2018 nn. 133 e 136)

L'Agenzia delle Entrate, con le risposte interpello 27.12.2018 nn. 133 e 136, ribadisce le condizioni per la fruizione del regime degli impatriati ex art. 16 co. 2 del DLgs. 147/2015, con particolare riferimento al periodo minimo di residenza fiscale all'estero prima del rientro.
L'Agenzia infatti ribadisce, in entrambe le risposte, quanto affermato nella risoluzione 51/2018: considerato che l'art. 16 co. 2 del DLgs. 147/2015 prevede un periodo minimo di lavoro all'estero di due anni, la residenza all'estero per almeno due periodi d'imposta costituisce il periodo minimo sufficiente ad integrare il requisito della non residenza nel territorio dello Stato e a consentire, pertanto, l'accesso al regime agevolativo.

Libretti al portatore - Estinzione entro il 31.12.2018 - Modalità - Conseguenze (comunicato stampa Min. Economia e Finanze 22.11.2018 n. 187)

Secondo quanto previsto dall'art. 49 co. 12 del DLgs. 231/2007, entro il 31.12.2018 dovranno essere chiusi tutti i libretti al portatore ovvero quelli non nominativi, cioè non riconducibili ad alcun soggetto specifico.
Si ricorda che il DLgs. 90/2017 ha previsto l'assoluta inammissibilità ed estinzione di tali strumenti. Dal 4.7.2017 per banche e Poste italiane è ammissibile la sola emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore.
Il legislatore, nel tempo, ha ridotto gradualmente la soglia di denaro conferibile in tali libretti.
Il saldo degli stessi nel 2007 non poteva raggiungere i 12.500,00 euro. Successivamente è stato ridotto a 5.000,00 euro e a 1.000,00 euro: in altri termini i libretti al portatore non potevano superare la soglia dei 999,99 euro (cioè, la giacenza non poteva essere di importo pari o superiore a 1.000,00 euro).

Imposta sostitutiva del 10% sui premi di produttività - Condizioni per la fruizione (risposta interpello Agenzia delle Entrate 27.12.2018 n. 130)

Con la risposta interpello 27.12.2018 n. 130, l'Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito alla disciplina che regola la detassazione dei premi di risultato ex art. 1 co. 182-190 della L. 208/2015.
Nel dettaglio, è stato ribadito che l'aliquota sostitutiva del 10% trova applicazione sui premi erogati in ragione di un risultato incrementale (di produttività, redditività, ecc.) conseguito dall'azienda rispetto al risultato antecedente l'inizio del periodo di maturazione dei premi medesimi.
Inoltre, si chiarisce che la variabilità dei premi non va intesa come gradualità dell'erogazione in base al raggiungimento dell'obiettivo definito nell'accordo aziendale o territoriale, bensì come incertezza nell'erogazione del premio, dal momento che l'attuale normativa non riserva più il beneficio fiscale alla c.d. "retribuzione di produttività", ma ne limita gli effetti ai soli premi di risultato erogati in ragione dell'incremento di produttività verificata al termine del periodo congruo ovvero di maturazione del premio, escludendo dal regime agevolativo le singole voci retributive.
Pertanto, non è sufficiente che l'obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto, ma è necessario che il risultato conseguito dall'azienda risulti incrementale rispetto al risultato antecedente l'inizio del periodo di maturazione del premio.

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